Evangelizzazione - Comunità "Dio Vivente"

Equipe Incaricata

Equipe Incaricata






Giuseppe Schillizzi (Responsabile)

e  tutti i Delegati ed i Responsabili dei Servizi della Comunità

Spettacolo multimediale "Fiume di Vita"

 

La musica e il Canto

ASPETTO MISSIONARIO 

Consapevolezza della chiamata


Isaia 43:1 
 

     

 Innanzitutto dobbiamo avere la consapevolezza che se siamo qui (sia per coloro che già svolgono un servizio di m. e c. sia per coloro che si affacciano per la prima volta a questo ministero) non è perché abbiamo una bella voce o perché siamo bravi musicisti o diplomati in conservatorio ecc.

      Se siamo qui è perché il Signore ci ha scelti: “Io ti ho chiamato per nome”, è per me e per te questa parola!

      Ci ha scelti non per cantare o per suonare, tant'è che il salmista dirà: “chi potrà accrescere la tua gloria o Signore?” tutta la lode, i canti, le acclamazioni che noi possiamo elevare al Signore non sono nulla in confronto a quello che Lui realmente è! Egli va al di la di ogni nostra immaginazione.

      Il Signore ci ha scelti innanzitutto perché noi diventassimo sua proprietà! “Tu mi appartieni” i Leviti lo avevano capito e portavano una scritta “Io appartengo al Signore”.

      Quindi il cantore di Dio sa di non appartenere più a se stesso ne tanto meno al mondo o alle cose del mondo ma a Dio, e tutto quello che prima riteneva importante (denaro, successo, moda, edonismo ecc.) ora non lo sono più.

      Dirà Paolo: “ tutto io reputo una perdita di fronte alla sublimità di Gesù Cristo per il quale considero le cose del mondo come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo”.

      Altro che il semplice cantare e suonare magari con superficialità o per mero divertimento, il cantore è colui che consacra a Dio la propria vita, anche perché sa di svolgere un servizio sacerdotale. 
 
 

Il cantore di Dio sta con Gesù  
 

      Il cantore di Dio per poter vivere la dimensione missionaria ha bisogno di fare costantemente/quotidianamente esperienza di Gesù nella propria vita.

      E' autentico cantore nella misura in cui passa del tempo con Gesù, fa esperienza di Lui, gode di una relazione profonda con il Signore, è arreso al Suo amore e si lascia plasmare, e poi lo mostra e lo testimonia agli altri anche mediante l'esercizio del ministero della m. e c.

      In definitiva possiamo dire che ogni attività ministeriale nasce e trae linfa da una forte e costante esperienza dello Spirito Santo. Senza questa esperienza che si ripete e si rinnova ogni giorno, i nostri ministeri saranno morti, i nostri canti saranno come cembali che tintinnano, il nostro servizio non sarà autentico e non darà frutti, per di più cadremo nell'esibizionismo, saremo forse belli da vedere e d' ascoltare ma non toccheremo il cuore dei fratelli. 
 

Il cantore mostra e testimonia Gesù 
 

Mc.3:13-14

      “Chiamò a se quelli che Egli volle che stessero con Lui ed anche permandarli a predicare”.

      Attraverso di noi Gesù continua la sua missione “Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi” (Gv. 20:21). Il nostro ministero è dunque la continuazione della missione di Gesù: “chi accoglie voi, accoglie me” (Mt.10:40).

      Così come il Figlio non può far nulla da sé ma riceve tutto dal Padre che lo ha inviato (Gv.5:19-30), così noi non possiamo far nulla senza di Lui dal quale riceviamo il mandato della missione ed il potere di compierla.

      In virtù del nostro battesimo siamo costituiti “ministri di Dio” (2Cr. 6:4), ambasciatori di Cristo (2Cor.5,20).

      Capite bene che non si tratta di essere semplicemente il coretto della preghiera settimanale e/o della messa domenicale, ma di avere dentro il fuoco dello Spirito che ci spinge a testimoniare a tutti ed ovunque, organizzando “concerti”, “preghiere aperte”, “roveti ardente” e quant'altro, che c'è una grande novità!!! guai ad aver paura, rispetto umano o pigrizia, saremo considerati come quel servo “infedele ed infingardo” che, per paura,  ha sotterrato il talento.

      Ricordate gli apostoli? Nel cenacolo erano sfiduciati, timorosi ed avevano paura di essere arrestati (molti di noi qua dentro stanno vivendo questa esperienza).

      Ma quando ricevono il fuoco dello Spirito  e fanno l'esperienza del Dio Vivente, del Cristo Risorto, non poterono più contenere quella realtà, dovettero uscire e divennero missionari unti dallo Spirito e coraggiosi tanto da cambiare il mondo ed accendere il fuoco su tutta la terra. 
 

1Gv.1:1-2

      Essere missionari significa cantare e testimoniare ciò che sperimentiamo nella nostra vita.

      L'aspetto missionario del cantore si concretizza nel mostrare agli altri la gloria, la bellezza, la compassione che è Gesù, evitando il rischio di rendere testimonianza di se stessi preoccupandoci di fare bella figura.

      Noi cantori ogni volta che esercitiamo il nostro ministero siamo chiamati ad essere dei Giovanni Battista: è Gesù l'unico protagonista, è Lui che dobbiamo mostrare, è Gesù che la gente deve vedere ed incontrare, noi dobbiamo diminuire fino a scomparire per far crescere la Sua meravigliosa presenza viva. Gesù servendosi di noi (semplici, umili ma autentici strumenti) e del nostro carisma, muove i cuori alla conversione, si rivela, guarisce, salva e libera.

      Allora ben vengano e si moltiplichino i cantori, i musicisti con ogni sorta di strumenti musicali, si cresca nell'arte musicale purché tutto concorra a dare gloria  Dio, alla edificazione del suo popolo ed alla conversione di quanti ancora non lo conoscono.  
 

      Voglio concludere con il grande mandato che consegnò Giovanni Paolo II, il 28/03/1996, e che ancora da lassù consegna oggi a tutti noi al termine di questa tre-giorni: 
 

“...Alla vostra creatività affido il compito di pensare e realizzare le forme più adatte per annunciare il Vangelo nelle nostre città.

...Conto su di voi, sulle vostre energie, sulle vostre capacità di lavorare insieme per una missione comune: << insieme per evangelizzare >>.

Usate ogni mezzo e ogni occasione per far conoscere la gioia che viene da Cristo!”

                                   
                                               Giuseppe Schillizzi
 

 

ECCO COME EVANGELIZZIAMO CON LA MUSICA ED IL CANTO.................


Agosto 2008 Spettacolo di evangelizzazione in Piazza. Ore:20,00.

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Il batterista Fabio, membro della Comunità

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Una parte del pubblico che assiste allo spettacolo

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Ampia Panoramica del Pubblico.

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Anche nelle Chiese portiamo la musica per lodare il Signore ed evangelizzare con lo spettacolo "Fiume di Vita" (Preghiera liturgica per la pace. Chiesa Madre Partinico 30-10-2010)

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E' stata una serata meravigliosa, all'insegna della pace e della fraternità, tanti giovani e adulti insieme per chiedere al Signore la Sua Pace,per questo mondo tanto inquieto. Alla preghiera erano presenti tutti i sacerdoti di Partinico. Ha presieduto la liturgia, Padre Pasquale La Melia, nuovo coordinatore per la pastorale giovanile. La Comunità come sempre ha animato la liturgia e alla fine ha eseguito alcuni canti del concerto.